|
|
|
|
|
|
|
|
![]()
Lo Zen è stato in passato il fermento di un prodigioso rinnovamento culturale, prima in Cina e poi in Giappone. Nelle civilizzazioni dell'Estremo-Oriente, la pittura e la poesia classica hanno in tutti i tempi ispirato numerosi monaci zen. La creazione artistica deriva da una comunione intima con la natura; essa nasce dal distacco dell'artista e della sua percezione dalle strutture nascoste del mondo che lo circonda.
Una tale concezione dell'arte dà il primato assoluto alla spontaneità. Così la pittura e il teatro come la calligrafia zen, devono sgorgare di colpo e non potranno essere né riprese né ritoccate. E pertanto questa spontaneità non si ottiene che a prezzo di una lunga pratica, d'una paziente maturazione interiore.
In Cina, ed ancor più in Giappone, l'influenza dello Zen si è estesa anche alla danza tradizionale e alla Ceramica RAKU.
E' conosciuto in Occidente da inizio secolo tramite pratiche quali le arti marziali, l'ammirazione attenta della natura, l'elegante austerità dell'architettura e della decorazione, l'arte dei fiori, la cerimonia del tè e la sistemazione dei celebri giardini zen giapponesi. La profondità della sua filosofia e la purezza della sua estetica, hanno suscitato un forte impatto negli ambienti artistici ed intellettuali, infatti sono numerosi gli artisti occidentali sensibili a questa promessa di rinnovamento che contiene lo Zen.
Benchè si sia sviluppato nell'ambito di una delle più antiche tradizioni dell'umanità, il Buddhismo, l'essenza del suo messaggio ha un significato universale. Esso è il principio unificatore che forma la radice della conoscenza di se stessi al di là delle differenze dei sistemi, dei valori, delle nazioni o delle razze. Se è talvolta considerato una religione o una filosofia, lo Zen non verte in effetti su alcun dogma, nè su alcuna ideologia. Si indirizza direttamente al cuore dell'uomo, è esperienza vivente e slancio creativo prima di ogni formalismo.