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Ceramica Raku

 

 

Vorreste provare il piacere del contatto con un materiale che prende forma e vita attraverso il solo uso delle mani?  

 Vorreste gioire nell'aver  "creato" come vuole la Filosofia Zen, provando emozioni irripetibili, ottenendo risultati strabilianti?

Lasciatevi trasportare dell'entusiasmo e dalla curiosità.

Raku  significa "gioire il giorno" e vivere in armonia con la natura  e con gli uomini.

Questa tecnica ceramica ha origine in Giappone nel XVI° secolo, esclusivamente riservata alla ceramica del the. Rinnovato e reinventato il Raku arriva in Occidente agli inizi degli anni ’60. I principali protagonisti sono

 

TERRA   ARIA   ACQUA   FUOCO

 

con i loro valori primordiali legati all’estro dell’uomo. Gli oggetti estratti dal forno ancora incandescenti vengono immediatamente  posti  in recipienti  metallici  con

 combustibile di vario tipo: segatura, paglia, foglie secche, carta ecc., e subito coperti al fine di ottenere una forte riduzione dovuta alla mancanza di ossigeno. In questo modo l’ambiente riducente creato provoca lustri metallici dovuti alla reazione chimica

degli ossidi presenti negli smalti  e  nel particolare tipo di argilla refrattaria impiegata.

 Mentre il tipico effetto craquelè si ottiene mediante  procedimento di ossidazione

esponendo la ceramica all'aria. Ne deriva  che ogni oggetto  risulterà un pezzo

 “unico ed irripetibile

nei  riflessi e nella colorazione, destinato ad acquisire valore  nel tempo.  Nonostante mi sia cimentata nelle più svariate tecniche hobbystiche quali: pasta al sale, cernit,

découpage e stencil, la  vera vocazione è la Ceramica Raku, dalla quale sono stata rapita per  l’originalità e la casualità dei risultati. Una naturale capacità a manipolare l’argilla  creando sculture, bassorilievi, vasi, piatti, ciotole, cornici, mi ha spinto a sperimentare nuove tecniche, unendo a questo composto elementi naturali quali:  cellulosa (paper clay), ferro, cenere, segatura, farina e quant’altro. Modellare l'argilla  permette

di liberare la mente dal quotidiano, proiettarla nel mondo delle forme, dei colori  e vivere momenti emozionanti.E' soprattutto durante la cottura che trovo  esaltante percepire quanto il fuoco regali sensazioni emotive primordiali. 

 

Antonella Panepuccia